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TUTTI IN PRIMA FILA AD ASSISTERE L'EVENTO DEL MILLENNIO

I fenomeni astronomici, si sa, hanno durate che non sono paragonabili neppure all’intera storia dell’umanità. E questo vale ancor di più quando si parla di scontri tra galassie o buchi neri o fenomeni del genere. Esistono però delle eccezioni. Sembra infatti, che un evento straordinariopossa essere seguito in tempi umani. Ma partiamo dall’inizio.

La maggior parte delle galassie possiede proprio al centro un buco nero di grandi dimensioni, che per questo motivo vengono definiti “buchi neri supermassicci”. Alcune galassie fanno eccezioni e possiedono due buchi neri, come la galassia J334.2028 PSO + 01.4075, che si trova a 10,5 miliardi di anni luce di distanza dal Sole. E quei due buchi neri potrebbero scontrarsi entro 21 anni. Questo darebbe modo agli astronomi di assistere in diretta ad uno dei processi fisici tra i più spaventosi che si possano immaginare.

Tutti in prima fila ad assistere l'evento del millennio

Così potrebbero apparire i due buchi neri che tra 7 anni si fonderanno in uno solo (sulla Terra osserveremo il fenomeno tra 21 anni).

Va sottolineato che è già stato un grande successo l’essere riusciti a capire che in quella galassia vi sono due buchi neri vicini, perché essi non si possono osservare e quindi la loro esistenza è stata dedotta indirettamente. Come si è riusciti? Generalmente un buco nero rilascia una enorme quantità di energia in rapporto al materiale che viene inghiottito. Tale energia sussulta in modo casuale, in rapporto alla quantità di materia che viene inglobata. Se esistono due buchi neri vicini, i loro moti orbitali (generalmente ruotano uno attorno all’altro) alterano il gas che li circonda in modo regolare, provocando un aumento e una diminuzione periodica dell’energia emessa. E’ come se avvenissero in continuazione eclissi di energia.

Tingting Liu, dell’Università del Maryland a College Park, ha studiato la luce proveniente da 316 galassie con all’interno buchi neri molto luminosi, che gli astronomi chiamano “quasar”, presi dal Pan-STARRS 1 (Panoramic Survey Telescope e Rapid Response System) Medium-Deep Survey, ossia da un catalogo ottenuto scansionando il cielo attraverso il telescopio Pan-STARRS1 che si trova sul monte Haleakala, nelle Hawaii. PSO J334.2028 + 01.4075 ha colpito l’astronomo per la sua varianza di luminosità e da ciò ha dedotto l’esistenza di due buchi neri, i quali possiedono una massa complessiva che è compresa tra i 3 e i 30 miliardi di volte quella del Sole. Liu non è riuscito a definire la distanza precisa tra i due buchi neri e Suvi Gerazi, che lavora con l’astronomo ha spiegato nel lavoro pubblicato su “The Astrophysical Journal Letters”: "La distanza tra le due masse dei buchi neri è così ridotta da poter dire che è in atto il processo di fusione"

Tutti in prima fila ad assistere l'evento del millennio

Simulazione della dinamica del processo di fusione dei due buchi neri della galassia J334.2028 PSO + 01.4075

Stando ai calcoli effettuati, i due buchi neri potrebbero fisicamente scontrarsi tra 7 anni. Ma perché allora, poco sopra in questo articolo, si parla di 21 anni? Per un fatto molto complesso che è legato ad un fenomeno chiamato “dilatazione cosmologica del tempo” e che è legato all'espansione dell'Universo e che farà si che sulla Terra il fenomeno lo si osserverà tra 21 anni. Pur essendo un fenomeno relativamente raro, i buchi neri binari dovrebbero essere molti di più di quelli che conosciamo e con il proseguimento di Pan-STARRS1 e di altre indagini in grado di monitorare nel tempo le galassie con buchi neri al loro centro, gli astronomi si aspettano di trovare altri buchi neri binari e magari altri scontri galattici.

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Pubblicato da Meteo.it il 3 giugno  2015

Redattore Scientifico - Luigi Bignami   
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