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illuminati (4)

La rosa da sempre un fiore abbinato alle divinità femminili, esso è amore, vita, creazione, bellezza e verginità; la sua rapidità nell’appassire simboleggia, al contrario, morte e sofferenza, e le sue spine evocano, invece, il sangue ed il martirio.

Questo fiore, forse anche per la sua struttura a forma rotonda (non dimentichiamo che in Occidente il cerchio era considerato sin dai tempi più antichi un modo per indicare la perfezione) è stato sempre reputato simbolo di completezza: rappresenta, infatti, la profondità del mistero della vita, la bellezza, la grazia, la felicità, ma anche la voluttà, la passione ed è perciò, spesso associato alla seduzione.

Sempre per affinità al cerchio, ossia ad una cosa che non ha né inizio né fine, alla rosa si associa spesso un significato di sistematicità, di ciclicità.

Questo fenomeno, tuttavia, non si limita ad essere puramente periodico, ma presenta anche un suo progresso temporale, un suo divenire, un suo traslare nel tempo: come una ruota di bicicletta che, dopo un giro, ritorna sì nella posizione iniziale, ma in un luogo diverso da quello precedente.

La rosa è pertanto anche il simbolo del divenire e, per traslato, indica il perpetuarsi della vita umana da quella terrena verso un’altra dimensione a noi per il momento ignota, che i credenti chiamano aldilà e che trova il suo culmine, il suo compimento totale nella resurrezione.

La rosa rossa il desiderio, la passione, la gioia, la bellezza, il rapporto sessuale; è il fiore di Venere e il sangue di Adone36 e di Cristo.

In diversi Ordini Cavallereschi Templari ricorda anche la Maddalena, non ha caso questo vengono fatte le investiture delle Dame, viene consegnata anche una rosa rossa.

La Rosa è il simbolo per antonomasia della realtà in divenire, della manifestazione in fieri. La Rosa in Occidente ed il loto in Oriente hanno lo stesso significato, cioè la produzione della manifestazione. La Rosa, per la sua forma, si ricongiunge ai significati

simbolici del pentacolo e della stella a cinque punte. Infatti, la Rosa a cinque petali rappresenta l’elevazione spirituale dell’uomo. In quanto tale, rappresenta l’evoluzione, la transizione dallo stato profano allo stato sacro. La Rosa con otto petali è simbolo di rigenerazione; per questo venivano portate sulle tombe degli avi e offerte ai defunti.

Simbolo di soavità, di grazia, di bellezza, di perfezione e di purificazione nello spirito; è il fiore più espressivo, simbolo d’amore e di dolore. Inoltre la Rosa, che con le spine cerca di difendersi dalla profanazione, simboleggia anche riservatezza e silenzio. La Rosa è stata in ogni tempo l’emblema della bellezza, della vita, dell’amore. Secondo la mitologia greca e romana la Rosa è nata dal sangue di Adone e da quello di Venere, per questo rappresenta l’amore che genera e riproduce la vita.

Ecate, dea degli inferi, era talvolta rappresentata coronata di Rose a cinque petali: il cinque indica la fine di un ciclo (4) e l’inizio di uno nuovo (4+1). Simbolo anche della riservatezza una Rosa stilizzata a cinque petali fu spesso utilizzata per ornare i confessionali con la scritta “sub rosa”, sotto il sigillo del silenzio e della discrezione.

Nell’iconografia della mistica cristiana la rosa, per la bellezza, il profumo, per il mistero della sua forma apprezzata da tempo immemorabile e per il colore per lo più rosso, il simbolo antichissimo dell’amore, indica la coppa che raccolse il sangue di Cristo o la trasformazione delle gocce di questo sangue o le ferite di Cristo stesso. A questa simbologia appartengono sia la coppa del Graal sia la rosa celeste (rosa candida) della Divina Commedia di Dante. È ricordata anche la rosa mistica delle Litanie della Madonna.

Alla Rosa Rossa vengono attribuiti anche miti e leggende, incluso degli omicidi Rituali per conto delle Sette legate alla Rosa Rossa!

Anche per i Fratelli Massoni la Rosa Rossa è un simbolo molto importante, non ha caso, il 18° grado Rito scozzese antico ed accettato, è, sovrano principe Rosa+Croce.

I Rosacroce (dal tedesco Rosenkreuzer) o Rosa Croce sono un leggendario ordine segreto ermetico cristiano, menzionato per la prima volta nel XVII secolo in Germania. L’effettiva esistenza dell’ordine, come quella del suo fondatore Christian Rosenkreuz, è controversa.

Ad ogni modo a partire dal XVIII secolo fino ad oggi svariate associazioni esoteriche hanno rivendicato la propria derivazione, in tutto o in parte, dall’ordine dei Rosacroce originale, o fanno riferimento alla “tradizione rosacrociana” o all’”eredità di Cristiano Rosa-Croce”. I loro membri sono chiamati “rosacrociani”. Il termine “Rosa-Croce”, nel loro linguaggio, sta a indicare uno stato di perfezione spirituale e morale.

Come archetipo della società segreta di origini immemorabili e onnipotente, i Rosacroce appaiono nella letteratura esoterica, spesso come successori dei Cavalieri del Graal e dei Cavalieri templari.

Alcuni movimenti rosacrociani sono citati più volte nelle relazioni della commissione parlamentare sulle sette in Francia.

Nel linguaggio dei fiori:

Nel linguaggio dei fiori è senza dubbio la messaggera di un amore passionale e travolgente. Il rosso rappresenta il colore dell’amore, della vita, del sangue e del fuoco. Era considerato anche il colore del Dio della Felicità, che dispensava la ricchezza agli uomini.

Molte culture del mondo utilizzano la Rosa come ragalo o come ornamento per diverse ricorrenze, prima fra tutte quella della Festa di San Valentino per dichiarare il proprio sentimento per l’amata. Le rose rosse vengono sovente usate come decorazione nelle feste nuziali ma anche per la ricorrenza della Festa della Mamma. Inoltre, a seconda della sfumatura del rosso dei petali, la Rosa viene usata per esprimere diverse emozioni. La Rosa di color porpora, ad esempio, è una promessa di amore eterno e solenne, quella rosso fuoco vuol significare passione mentre quella color carminio simboleggia le fantasie erotiche.

Il significato delle rose varia anche a seconda del numero che se ne regala e dell’accopiamento di colori. Due Rose insieme, indipendentemente dal loro colore, hanno il significato di congiungimento o di condivisione, ma di solito si regala un numero pari di rose ovvero le classiche dozzine, ad esempio 12, 18, 24, e così via. In generale tutti i tipi di rosa simboleggiano l’amore, ma la combinazione di diversi colori esprimono diversi significati. Rose rosse e bianche insieme significano Unità. Rose rosse e gialle insieme significano solidarietà.

Nell’antichità Nel mondo greco e romano, la rosa era associata al mito di Adone e Afrodite: la dea, innamorata del giovane cacciatore, nulla può fare per salvarlo dalla morte provocata dall’attacco di un cinghiale. Nel soccorrere l’amato, Afrodite si ferisce con dei rovi e il suo sangue fa sbocciare delle rose rosse. Zeus commosso dal dolore della dea, permette ad Adone di vivere quattro mesi nell’Ade, quattro nel mondo dei vivi, e altri quattro dove avrebbe preferito: per questo la rosa viene considerata simbolo dell’amore che vince la morte e anche di rinascita.

I Romani festeggiavano i Rosalia, legati al culto dei morti, in un periodo compreso tra l’11 maggio e il 15 luglio: questa festa delle rose si trasmise nel mondo cristiano, dove la Pentecoste è anche detta “Pasqua delle rose”. La rosa era inoltre presente nel culto di Dioniso, per la credenza che impedisse agli ebbri di rivelare i propri segreti.

I rosoni delle finestre romaniche e gotiche sono in relazione con la simbologia astrale del cerchio e si rifanno a modelli mesopotamici (M’schatta) e a modelli siriaci e copti (ruota del sole, cerchio delle virtù, girotondo degli angeli e dei martiri). Non di rado vogliono ricordare l’armonia platonica delle sfere: la rivoluzione celeste dei pianeti o dei segni dello zodiaco col loro influsso sulla vita dell’uomo. Inoltre spesso fanno riferimento a Cristo, il sole della giustizia. Quando i rosoni circondano il monogramma di Cristo, il segno del sole eterno, essi affermano la speranza nella vita eterna, nella città celeste.

L’unione della croce greca con la croce di Sant’Andrea per una figura circolare di dieci parti, acquistava grande importanza per la disposizione dei vari elementi e per la simbologia dei numeri. Il numero dieci indicava la perfezione e il compimento, l’ordine e l’assolutezza.

La rosa è attributo di santi: tra gli altri, di santa Casilde di Burgos, santa Dorotea, santa Elisabetta di Turingia e santa Elisabetta d’Ungheria, santa Elisabetta del Portogallo, santa Rosalia di Palermo, santa Rosa da Lima, santa Rosa da Viterbo, santa Rita, santa Teresa di Lisieux. La leggenda della trasformazione del pane in rosa viene raccontata sia in riferimento a santa Elisabetta sia a san Diego di Alcalà.

La rosa ha un ruolo particolare nel Medioevo nei Rosa-Croce uno dei gruppi cristiani esoterici più rilevanti della storia del pensiero che fa riferimento a quell’evento che si innesta nella tradizione del pensiero ebraico e che nello stesso tempo lo rivoluziona: la vicenda del rabbi Ieschua di Nazareth. In questa simbologia la rosa rosacrociana a cinque petali sta al centro della croce del Cristo rappresentandone così il suo Sacro Cuore. Questa è la quinta rosa essendo le altre quattro poste ognuna alle estremità di ogni ramo della croce. E se il quattro rappresenta la compiutezza, la quinta rosa ne è la sua riapertura al divenire.

Omicidi Rituali Rosa Rossa:

Secondo delle teorie risulta che si possa trattare di delitti rituali dell’organizzazione massonica ed esoterica chiamata Rosa Rossa. 
Per fare questo dobbiamo fare il calcolo del valore numerico delle date, e analizzare altri dati.

Premettiamo che nella ritualistica massonica, i numeri da collegare agli omicidi sono in genere i seguenti: 
- 7, il numero perfetto. Che è anche il numero di elezione della Rosa Rossa. 
- 8 (che nella Cabala simboleggia la giustizia, quindi uccidere qualcuno significa fare giustizia), 
- 11 (che ha assunto lo stesso significato dell’otto nella ritualistica rosacruciana della Golden Dawn, l’ordine magico ed esoterico al cui interno è nata la Rosa Rossa ), 
- 13 (che simboleggia la morte e la trasformazione) 
- infine quasi tutti i multipli di 11, in particolare il 33, che oltre ad essere il numero 11 moltiplicato per tre, è anche il numero del massimo grado dell’iniziazione massonica. E ricordando che, a parte i multipli dell’ 11 e il numero 13, tutti gli altri numeri vanno sempre ricondotti a un numero di una cifra (cioè 8 o 7; ad esempio se il valore numerico di una data è 24, occorre poi sommare nuovamente 2 e 4, quindi il toto la che ne risulta è 6).

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