Entrerete in una casa dove tutto è immobile, fermo, senza un filo d’aria o di luce.
Figure ambigue ruotano intorno alle pareti domestiche… tutto è il contrario di tutto… niente è come sembra.
Solo donne in questa casa… o forse no, non è chiaro il sesso di ognuno di loro.
Una madre che crede di avere in mano le redini della sua vita e della vita di tutti gli abitanti della casa soprattutto delle sue figlie ma non è così…
Sua madre, una vecchia che sembra pazza, nella sua lucida follia …accusa!
E intorno all’anziana donna è silenzio, indifferenza, per non aprire vecchie ferite, per non rivelare lontani segreti che tutte loro vogliono, credono, pensano di aver seppellito.
E poi una serva che non è mai stata tale se non nell’esaltazione di onnipotenza della padrona di casa e che a quest’ultima tiene testa, l’unica a farlo, così sfacciatamente, perché forse con lei conserva un terribile segreto.
In questa casa tutti camminano come fantasmi, si sentono bisbigli, lamenti, sussurri.
Sono gli oggetti che le donne di questa casa usano che parlano per loro: l’acqua , il fuoco , il dondolo , i ventagli , gli aghi , le rose e veli ….. e poi ci sono i colori che si contrappongono nero contro rosso, rosso contro nero, bianco contro tutti.
Ed infine c’è la spuma che come la follia travolge e alla fine inghiotte ciò che bagna. (Virginia Matassino)
…Saremo come le onde del mare, un’onda, un’altra e un’altra …ci perderemo tra le onde e saremo spuma! …onirica unione di mille anime che viaggiando lungo un unico binario giungono alla "sponda" legate indissolubilmente l'una all'altra...
Una madre e le sue figlie …immagini di un’unica realtà sfaccettata che viaggiano verso una “conclusione” che altro non è che uno “svelamento” del loro essere, “intimamente” elementi speculari in una pièce dal denso colore “femminile” che dilata l’energia sprigionata da tale colore sino al limite in cui può incontrarsi con il grado zero della “potente” qualità energetica detta “maschile”.
Questa “potenza” si traduce nell’intensità di ogni sentimento, che in un gioco di “parti” diventa la “bandiera” di ogni personaggio.
La madre è come un “contenitore” svuotato delle sue contrastanti pulsioni, che, cristallizzate in un’essenza, qualificano ognuna delle sue figlie.
Lei è tutte e nessuna allo stesso tempo.
Quattro figlie, quattro donne, quattro fasi diverse della vita della madre, ma ogni fase non è in sé conclusa, ognuna si sviluppa ed intreccia tra l’apice e le ceneri dell’altra senza mai restare “unica”.
Svolgimento sincronico e non diacronico: tutto ciò che dovrebbe essere passato invece è latente e convive con altri mille sentimenti contrastanti che “ingestiti” vengono “occultati” in un’austera rigidità.
Non a caso assumono un ruolo importante elementi come il “dondolarsi” e lo “sventolarsi”, simboli per eccellenza di un ciclico movimento che si ripiega continuamente su se stesso.
In questo gioco di specchi deformati l’ancora della “realtà” è lo scettro del personaggio della serva, unica figura realmente calata nell’hic et nunc, l’unica che si accorge della “fisicità” delle cose e degli eventi…
È invece l’Alter ego l’ancora con cui queste misere esistenze si legano alla terra, il suo odio è la conseguenza della crudeltà di un ruolo che, sotto forma di “essenza”, è semplicemente lo specchio che rimanda a tutte l’immagine della loro contingenza…
la figura dell’alter ego è mistico doppio della figura di donna, unico contatto con la consapevolezza di essere un “essere” molteplicemente intriso di mille pulsioni contrastanti…
La chiave di volta di questo magma intessuto di tentacolari grovigli è il personaggio della VECCHIA tramite tra “l’essere e il non essere”.
Voce della verità, voce della conoscenza, rende esplicita ogni repressione.
Tutto da lei parte e tutto in lei si conclude, dichiaratamente folle, ma di un “folle equilibrio” si fa portatrice del simbolo più intenso del loro cammino “la spuma”! (Francesca Gennuso)
I personaggi sono dotati di un marcato spessore psicologico.
Ciò che li contraddistingue è l'intricato intreccio di rapporti morbosi, al limite della perversione e del patologico.
Si delineano subito nella loro esasperata condizione umana e nel travaglio psicologico che ognuno di loro vive nel corso della storia.
Attraverso le loro nere vesti pesanti e i loro scialli la staticità del tempo è riconducibile al simbolo dell'altalena che nonostante le ampie oscillazioni resta agganciato ai cardini e non può divincolarsi in alcun modo; al contrario, il dondolio della "vecchia" riecheggia la libertà delle onde del mare sospese tra mondo reale e universo onirico.
La simbologia legata all'istintività, poi, ricopre un ruolo fondamentale.
Non a caso la "spuma" nominata nel monologo finale della vecchia appartiene alla sfera semantica della sessualità ai livelli più bassi e animaleschi, quasi a scontrarsi con il rigore delle pesanti vesti nere, dei ventagli e degli scialli capaci di annientare la dimensione più profonda della femminilità. (Valentina Chinnici)
Tutto comincia con il primo pensiero inizialmente gestito e sapientemente manipolato
…e tutto finisce con l’annullamento di ogni pensiero che va a confluire con il primo comparso nella mente della regista e che si ribella fino a prendere possesso di essa!
Poi si annulla anche questo e rimane il nulla … o se volete il TUTTO…